News

Crisi dell’acciaio in Cina: produzione in calo per evitare dazi globali

21/10/2024

Crisi dell’acciaio in Cina: produzione in calo per evitare dazi globali.

Pechino ferma le autorizzazioni a nuovi impianti. Il 95% delle imprese siderurgiche cinesi opera in perdita e il settore sta rallentando, ma l’export è cresciuto del 21,8% nei primi sette mesi dell’anno scatenando l’imposizione di misure anti dumping anche da parte di molti Paesi asiatici e di alleati dei Brics come India e Brasile.

Il Governo cinese prova a dare un ulteriore giro di vite al settore ipertrofico dell’acciaio, nel tentativo di arginare un eccesso di produzione che non solo ha messo in ginocchio le imprese locali, ma provoca ripercussioni economiche e politiche sul piano globale che sempre di più rischiano di ritorcersi contro Pechino. Il boom di esportazioni di prodotti siderurgici dalla Cina – esacerbato dalla debolezza dei consumi domestici – sta affondando i prezzi del metallo in tutto il mondo, con difficoltà crescenti denunciate anche da colossi del calibro di ArcelorMittal. Ma soprattutto alimenta tensioni diplomatiche, che ormai non coinvolgono più soltanto gli Stati Uniti e l’Unione europea: indagini anti dumping e imposizioni di dazi sull’acciaio «made in China» si stanno moltiplicando, oggi anche da parte di molti Paesi asiatici – dal Vietnam alla Thailandia alla Malaysia – e persino da parte di alcune potenze dei Brics che Pechino non si può permettere di inimicarsi, nello specifico l’India e il Brasile.

L’ultima stretta imposta dal Governo cinese è la completa sospensione delle autorizzazioni a costruire nuove acciaierie nel Paese: la misura è stata comunicata ieri, con effetto immediato, dal ministero dell’Industria, che ha promesso di elaborare nuove linee guida in futuro. Quelle finora in vigore consentivano di realizzare impianti solo a fronte della chiusura di altre linee produttive, una politica che si è dimostrata poco efficace e che non ha impedito alla siderurgia cinese di svilupparsi in modo incontrollato, superando un milione di tonnellate di produzione l’anno: oltre metà dell’output globale e più del doppio della capacità operativa di Usa, Ue e India sommate. Anche il provvedimento appena annunciato servirà a poco, temono gli analisti di Citi, secondo cui ci vorrebbero «misure più drastiche, tra cui aggressivi controlli della produzione» e una maggiore severità di Pechino nell’imporne il rispetto. Tre anni di crisi nel settore immobiliare cinese e un generale rallentamento dell’economia del Paese stanno pesando non poco anche sui produttori siderurgici locali: appena il 5% delle imprese del Paese oggi genera utili, secondo Mysteel. A metà agosto anche Baowu – numero uno dell’acciaio in Cina e nel mondo – ha lanciato l’allarme su quello che il presidente del gruppo, Hu Wangming, ha definito un «duro inverno» per il settore: la crisi, ha aggiunto, rischia di essere ancora più pesante e prolungata di quelle attraversate nel 2008-2009 e nel 2015-2016. L’impatto comincia a farsi sentire, da un lato rallentando (ancora troppo poco) le attività delle acciaierie cinesi e dall’altro gonfiando a dismisura il flusso di esportazioni. A luglio, secondo gli ultimi dati ufficiali, la produzione siderurgica in Cina è crollata del 9,5% rispetto il mese precedente, a 82,94 milioni di tonnellate, il minimo da dicembre. Nei primi sette mesi dell’anno il Paese ha “sfornato” 613,72 milioni di tonnellate di acciaio, in calo del 2,2% su base annua. Ma nello stesso periodo, tra gennaio e luglio, ha aumentato l’export di prodotti siderurgici del 21,8% a 61,23 milioni di tonnellate: un fiume di acciaio, che si è riversato soprattutto in Paesi asiatici, viste le barriere commerciali già erette da tempo in Occidente, sollevando un’irritazione diffusa e una moltiplicazione dei dazi contro Pechino. Le esportazioni di acciaio cinese verso la Ue sono in realtà in calo di circa il 10% quest’anno, così come scendono da tempo verso gli Usa. Ma verso il Vietnam, ad esempio, sono più che raddoppiate. L’impatto sui prezzi – fortemente ribassista – colpisce tuttavia ovunque, mettendo in difficoltà i produttori di tutto il mondo.

Link in bio >https://amp24-ilsole24ore-com.cdn.ampproject.org/c/s/amp24.ilsole24ore.com/pagina/AFVNGvVD


Crisi dell’acciaio in Cina: produzione in calo per evitare dazi globali