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Crisi dei chip: scoperto il responsabile

18/11/2021

L’attuale mercato dei chip sta affrontando una crisi senza precedenti, aggravata dalla pandemia di COVID-19 che ha investito tutto il mondo lo scorso anno. Questo ha portato a una carenza piuttosto marcata di componenti elettronici, in primis le schede video, i cui prezzi sono schizzati alle stelle, ma, al giorno d’oggi, qualsiasi (o quasi) prodotto necessita di componenti elettronici al suo interno. A parte il settore dei PC, server, notebook e console da gioco, ormai tutti hanno in casa altri dispositivi smart, come altoparlanti, robot per la pulizia o lampade, senza contare anche le autovetture, dotate di sistemi sempre più moderni.
Stando a un recente rapporto di DigiTimes, come riportato da Windows Central e WinFuture, diversi produttori taiwanesi di prodotti elettronici hanno individuato un responsabile: Texas Instruments. Infatti, la compagnia, nota diversi anni fa anche a livello consumer per le sue ottime calcolatrici, produce chip analogici necessari per compiti come la regolazione della tensione dei PC, componenti davvero indispensabili. Secondo le fonti, Texas Instruments è stata completamente incapace di aumentare la produzione e questo, a catena, ha causato la carenza di tutti gli altri chip che necessitavano di tali componenti.

Al momento, si tratta solo di una supposizione, ma sarà interessante vedere come evolverà la vicenda ora che è stata messa sotto ai riflettori. La scorsa estate Micron aveva annunciato di aver stipulato un accordo definitivo per vendere la sua fabbrica di Lehi, nello Utah, a Texas Instruments per 900 milioni di dollari. L’impianto, prima destinato alla produzione di memorie 3D XPoint, sarà impiegato per la realizzazione di chip a 65 e 45 nm.

Crisi dei chip: scoperto il responsabile