Nelle Marche il distretto nautico cresce più dell’Italia
20/07/2026
Ancona – La nautica marchigiana continua a rafforzare il proprio peso all’interno dell’industria italiana delle costruzioni navali e da diporto. È quanto emerge dai dati presentati da Donato Iacobucci, docente dell’Università Politecnica delle Marche, nell’ambito del tour organizzato da Marche Yachting & Cruising (Myc), il cluster che riunisce cantieri, fornitori e operatori della filiera regionale per la stampa nautica internazionale. L’analisi fotografa un settore in forte espansione, inserito in un contesto nazionale che vede l’Italia consolidare la propria leadership europea nella costruzione di navi e imbarcazioni. Nel 2024 il comparto italiano contava 38.228 addetti, il valore più elevato dell’Unione Europea, davanti alla Francia con 37.542 e alla Germania con 23.680. Rispetto al 2021, l’occupazione italiana è cresciuta di oltre 6mila unità, Francia e Italia sono gli unici grandi Paesi europei ad aver registrato una crescita significativa e continuativa negli ultimi anni.
L’Italia è oggi il primo Paese europeo per numero di addetti nella costruzione di navi e imbarcazioni. La crescita registrata negli ultimi anni dimostra la capacità competitiva del sistema nazionale e il ruolo trainante dei segmenti a più alto valore aggiunto.
Accanto alla dimensione occupazionale emerge anche quella economica. Il fatturato complessivo del comparto italiano ha raggiunto 13,6 miliardi di euro, davanti agli 11,6 miliardi della Francia e ai 10,8 miliardi della Germania. Ancora più significativo il dato relativo alla produttività: con 357 mila euro di fatturato per addetto, l’Italia supera la Francia, ferma a 310 mila euro, pur restando distante dai livelli dei Paesi Bassi, che raggiungono 780 mila euro per addetto grazie alla forte specializzazione in produzioni ad altissimo valore. In questo scenario le Marche occupano una posizione di primo piano. Con 3.989 addetti nel 2023, la regione rappresenta l’11,3% dell’occupazione nazionale del settore e si colloca al quarto posto in Italia dietro Liguria, Toscana e Friuli Venezia Giulia. Un risultato rilevante se si considera la dimensione territoriale della regione e la presenza di oltre 200 unità locali attive nella costruzione di navi e imbarcazioni.
Il dato più interessante riguarda però la dinamica di crescita. Negli ultimi dieci anni gli addetti del comparto in Italia sono aumentati del 50%, mentre nelle Marche l’occupazione è quasi raddoppiata. Una progressione nettamente superiore alla media nazionale, che testimonia la capacità del territorio di attrarre investimenti e consolidare competenze.
La spiegazione risiede soprattutto nella specializzazione produttiva del distretto. Le aziende marchigiane operano prevalentemente nei segmenti dei luxury yacht tra 20 e 40 metri e dei superyacht tra 40 e 80 metri, oltre che nelle attività di manutenzione e refitting. Si tratta delle fasce di mercato che hanno mostrato i tassi di crescita più elevati negli ultimi anni e che continuano a beneficiare di una domanda internazionale sostenuta.
Il vero elemento distintivo del modello marchigiano è rappresentato dalla filiera. La costruzione di yacht e navi da crociera richiede infatti il contributo di una rete molto ampia di imprese specializzate.
La solidità della filiera rappresenta quindi uno dei principali fattori di competitività del distretto. Un elemento che assume particolare rilevanza in una fase di crescita della domanda mondiale di yacht di grandi dimensioni e di navi da crociera.
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